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Ignazio Garsia

Precursore del cambiamento delle politiche musicali che oggi vede la musica dei neri anche nei programmi degli enti lirico - sinfonici, è uno dei più autorevoli protagonisti della vita musicale italiana avendo contribuito, in modo determinante, alla diffusione, alla crescita e allo sviluppo della musica afroamericana.
In particolare, si attribuiscono a Ignazio Garsia le prime stagioni concertistiche promosse, negli anni ‘70 in Italia, in organici cicli in abbonamento e interamente dedicate a quei generi musicali allora esclusi dai circuiti d’arte; nonché, l’irradiazione in tutto il territorio siciliano delle medesime iniziative, favorendo la costituzione di vari organismi denominati The Brass Group. Ad Ignazio Garsia va riconosciuto, soprattutto, il merito di avere innovato il vetusto sistema produttivo musicale italiano, invocando una legge attraverso diverse iniziative, alcune delle quali anche clamorose (un’ambulanza lo ricovera in ospedale dopo sette giorni di sciopero della fame vissuti incatenato al pianoforte in una pubblica via).

Ciò lo porta a sostenere invano, dal 1991, un’impari lotta contro le più potenti lobby musicali del Paese per una legge regionale che riconosca, dal punto di vista produttivo, che “tutte le musiche sono nate uguali”. Quelle lobby, invero, sono le stesse che disinteressatamente sostengono che la musica "alta" necessita d’ingenti finanziamenti e la musica“altra” si finanzia da sé, poiché commerciale.

Precursore, anche, di quel processo culturale che oggi generalmente è chiamato globalizzazione, negli anni ’70 Ignazio Garsia intuì che altre musiche, come il jazz, avevano diritto di cittadinanza nelle programmazioni musicali. Invita, così, musicisti come Astor Piazzola, Laurindo Almeida, Kalhed, Taraf de Haidouks, Klezmathics, Riuijki Sakamoto e, negli anni ’90, cambia la denominazione del Brass in: Associazione Siciliana per la Musica del Novecento.

Ignazio Garsia con Chet Baker (tp),Jack Peltzer (fl), Jean-Louis Rassinfosse (cb), Alex Serra (perc) al Brass Group Jazz Club (1976)
Ignazio Garsia con
Johnny Griffin (s.t.), Manlio Salerno (e.b.), Gianni Cavallaro (dr)  al Brass Group Jazz Club (1976)
Ignazio Garsia con
Charlie Byrd (g), Joe Byrd (cb, Alfonso Vieira (dr) al Brass Group Jazz Club (1978)

Il merito maggiore, riconducibile a tutte le attività promosse da Garsia, è di avere formato, indirettamente o direttamente, una folta schiera di musicisti siciliani di riconosciuto valore internazionale. Indirettamente, ospitando a Palermo i maggiori protagonisti della storia della musica dell’altro Novecento (da Dizzy Gillespie a Miles Davis, da Tal Farlow a Pat Metheny, da Kenny Clarke a Max Roach, da Dexter Gordon a Wayne Shorter, da Charles Mingus a Ray Brown.

Direttamente, affidando la direzione dell’Orchestra Jazz Siciliana (come una nave scuola), ai più grandi direttori d’orchestra del mondo: Gil Evans, Toshiko Akijoshi, Bob Brookmeyer, Vince Mendoza, solo per citarne alcuni. Senza il timore, quindi, di perdere per l’inevitabile confronto con i più accreditati e autorevoli direttori d’orchestra, il carisma e la stima dei suoi orchestrali. Anzi, proprio le esperienze vissute dai musicisti siciliani con le grandi bacchette internazionali, accrebbero la loro considerazione nei confronti del loro “direttore principale”.

Anche come didatta, i suoi allievi hanno vinto, sino ad oggi, i concorsi internazionali di composizione e arrangiamento orchestrale di musica jazz cui hanno partecipato. Creatore di eventi unici e spesso irripetibili, Garsia ha promosso diverse esclusive anche europee, tante prime nazionali e qualcosa come 2000 concerti circa.

Ignazio Garsia con
Art Farmer (tp), Enzo Randisi (vb), Manlio Salerno (e.b.), Pepito Pignatelli (dr) al Brass Group Jazz Club (1978)
Ignazio Garsia con
Philly Joe Jones al contrabbasso
Brass Group Jazz Club (1976)
Ignazio Garsia Teatro Cabaret "I Travaglini" di Salvo Licata (1966)

Vincitore del concorso nazionale per l’attribuzione delle cattedre di jazz nei conservatori di musica di stato, Ignazio Garsia è nominato nel 1999 docente nei conservatori “Giuseppe Verdi” di Milano, “Benedetto Marcello” di Venezia e “Giuseppe Tartini” di Bologna, a seguito del risultato conseguito nel 1993 nella graduatoria che lo ha visto primo in Italia, seguito da Franco D’Andrea, Bruno Tommaso e tutti gli altri maggiori musicisti italiani, aspiranti docenti di quelle cattedre.

Già maestro sostituto al Teatro Massimo di Palermo e pianista stabile dell’Orchestra Sinfonica Siciliana (vincitore di un concorso nazionale per un posto), dal 1972 è docente al Conservatorio “Vincenzo Bellini di Palermo. Presidente e direttore artistico dell’Associazione The Brass Group di Palermo, è presidente, anche, dell’Istituto Siciliano Musica Jazz (un organismo di ricerca musicologica che, tra l’altro, ha pubblicato il periodico Jazz Not Jazz) e direttore principale dell’Orchestra Jazz Siciliana.

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