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Seacily: Presentazione della Rassegna

64 concerti di musica jazz in quattro mesi a partire dal 16 giugno ai Giardini sopra le Mura dello Spasimo di Palermo.

» Produzioni orchestrali
» Guests
» Artisti residenti
» Allievi della SPM
 

 Il Seacily Jazz Festival è ormai diventato un appuntamento irrinunciabile per quanti si attendono dalla musica percorsi non convenzionali. Rara avis nel panorama del jazz, è un festival inteso come laboratorio di idee e osmosi creativa, volto a privilegiare le tendenze più stimolanti e rinfrescanti delle nuove leve jazzistiche.

Per la gioia di un pubblico colto ed esigente, si è evitata la consueta parata di stelle statunitensi per puntare tutto su una spiccata progettualità che intende dare spazio sia alla più canonica tradizione jazzistica che ai suoni più avvolgenti della globalizzazione in atto nel terzo millennio.

A partire dal 16 giugno, quattro mesi fitti di concerti e sessantaquattro gruppi per un cartellone estremamente diversificato (“ciclo orchestrale OJS” , “guest”, “artisti residenti” e “allievi della scuola Brass”), impreziosito da commissioni originali e prime europee che lo rendono una luminosa oasi di creatività.

Un festival pensato per testare lo stato di salute del jazz , nei suoi più avvincenti intrecci con il soul e pop. In primo piano musiche artisticamente visionarie nell’avvicinarsi alle mille trasformazioni che segnano il mondo di oggi. L’estetica jazz sarà al centro di un affascinante crocevia di suoni, che incontreranno via via musica classica, flamenco, tango, rock e perfino rap.

Jazz a go-go per tutti i palati nei Giardini sopra le Mura dello Spasimo di Palermo, dove si potrà scegliere di volta in volta davvero di tutto: la grande star (Diane Schuur) di oggi e del futuro (Halie Loren, Joanna Pascale), la vocalist siciliana affermata (Flora Faja, Lucia Garsia) e quella emergente (Carmen Orofino).

In programma due tra le migliori big-band jazz in Italia (OJS e Civica Jazz di Enrico Intra) e le proposte aperte alla commistione del jazz con il soul (Nicole Henry), funky (Kiku Collins), pop (Tony Hadley).

Al di là dei nomi di ampia visibilità, la carta vincente di questo festival risiede nella valorizzazione di talentuosi musician’s musicians quali George Cables, Rodney Bradley e Darren Barrett: artisti amati da colleghi e addetti ai lavori ma poco conosciuti dalle platee più vaste.

È un crogiuolo affascinante di intrecci e confluenze musicali, grazie al quale la programmazione della Fondazione diventa un polo centrale di irradiazione del jazz. Un cartellone istruttivo per confermare la capacità inclusiva che ha il jazz di incorporare e trasfigurare elementi a esso estranei. Attraverso concerti come quelli di Gregory Hutcherson, Pepe Rivero e Diego Amador, Kylie Eastwood, questo festival si configura come una chiave di lettura fondamentale per capire i paradigmi in fieri della nostra contemporaneità musicale.

Imperdibili il set del duo Maugeri/ Pozza (5 luglio) che presenteranno il nuovo disco per la Kelidon Record e il settetto di Gianni Cavallaro (30 giugno) con un percorso all’insegna della verve ritmica e della maestria tecnica del leader, pioniere del jazz moderno siciliano e straordinario protagonista di quello attuale.

Particolarmente attesi i dieci concerti dell’OJS, per confermare la duttilità di un ensemble in grado come pochi altri al mondo di spaziare tra vari universi sonori. L’Orchestra Jazz Siciliana è una macchina di suoni compatta e poderosa, diretta negli anni da Gil Evans, Mel Lewis, Gunther Schuller, Pete Rugolo, Bill Russo, Francis Boland e Giorgio Gaslini, solo per citare una minima parte dei grandi musicisti che l’hanno fronteggiata.

Lo swing sarà il punto di partenza per soluzioni estemporanee di grande freschezza improvvisativa, coinvolgenti e ludiche aperte al soul, pop, blues e perfino a echi classici. Tratti in cui è chiaramente riconoscibile l’eredità dei direttori d’orchestra sopra citati, che hanno elevato a regola l’indeterminatezza delle varie forme del jazz.

Nell'insieme un cartellone per raffinati intenditori ma anche per turisti occasionali della musica, che ha anche il merito di avvicinare al jazz i giovani musicisti locali, attraverso specifici workshop di perfezionamento. Come valore aggiunto, la meravigliosa cornice dello Spasimo per integrare sinesteticamente il piacere della musica. Che volere di più?

Maurizio Zerbo

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